Cronaca

Presunte infiltrazioni della ‘ndrangheta in coop di Mileto, doppia sospensione dell’interdittiva antimafia

Era stata emessa dalla Prefettura di Vibo a carico della Cooperativa "Sud per l'Europa" che gestiva una serie di centri e di servizi per l'accoglienza dei migranti

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Doppia sospensione dell’interdittiva emessa dalla Prefettura di Vibo Valentia a carico di Cooperazione Sud per l’Europa di Mileto. A due mesi dall’emissione, due distinti organi giurisdizionali si sono espressi a favore della ricorrente e hanno decretato la sospensione del provvedimento impugnato.

Non c’è prova di collusioni mafiose. Lo scorso novembre, su istanza della stessa Cooperazione Sud per l’Europa, il Tribunale di Catanzaro – Seconda Sezione Penale – ha ammesso la Cooperativa al controllo giudiziario previsto dall’art. 34 bis del Dlgs. 159/2001 e per effetto ha sospeso gli effetti del provvedimento interdittivo. Il Tribunale nella motivazioni ha dato atto che: “… i legami parentali richiamati nel provvedimento prefettizio non coinvolgono direttamente i componenti dell’associazione istante “ e che per quanto riguarda i rapporti tra membri della Cooperativa e appartenenti alla criminalità organizzata “si tratta di rapporti troppo lontani e labili per poter far insorgere il sospetto di una intromissione o ingerenza nella gestione della cooperativa, posto che non risulta affatto chiaro da chi tale ipotetico condizionamento potrebbe essere esercitato”. Il Tribunale ha aggiunto che “parimenti i controlli richiamati che attestano incontri tra membri della cooperativa e soggetti coinvolti in vicende giudiziarie non sono indicative di una vera e propria collusione con ambienti criminali mafiosi ne possono da sole reputarsi sufficienti a far emergere un sospetto di probabili infiltrazioni mafiose, sia perché non risultano confermati rapporti frequenti con esponenti di una specifica cosca sia anche per il fatto che alcuni dei suddetti incontri sono in effetti datati nel tempo e risalenti nel tempo “ e ancora “va evidenziato che nessuno dei componenti della cooperativa risulta coinvolto nell’ambito di operazioni in materia di criminalità organizzata” .

Interdittiva sospesa. Oggi a distanza di venti giorni dalla precedente pronuncia il Tar di Catanzaro si è espresso con provvedimento di simile tenore, distinguendosi, tuttavia, per uno scrupoloso esame dei rapporti intercorrenti tra la cooperativa e i fornitori “sospetti” indicati nell’interdittiva. A tal proposito il Tar ha evidenziato che: “dalla disposta relazione della Guardia di Finanza è emerso che i rapporti della ricorrente con imprese fornitrici “sospette” assurgano per ciascuno degli anni del triennio 2015-2017 a percentuale inferiore all’1% del totale dei propri acquisti “. A ciò il Tar ha concluso accogliendo la domanda cautelare e sospendendo quindi, fino alla trattazione del merito, l’interdittiva e i provvedimento di revoca dei contratti emessi dal Comune di Vibo Valentia.

Accuse “smontate”. Grande soddisfazione è stata espressa dall’avvocato Mariarosaria Orlando che ha patrocinato entrambi i giudizi e dal presidente della Cooperativa Giuseppe Cosmano. “Due diversi Tribunali, esprimendosi sulla medesima questione, hanno infatti accolto in toto – sottolinea un comunicato stampa – le richieste della Cooperativa ed hanno accertato come, seppur da un sommario esame, i rilievi posti dalla Prefettura fossero del tutto inconsistenti. In particolare l’accusa di intromissione della criminalità organizzata per tramite di fornitori, a loro volta sospettati di essere in contatto con differenti consorterie, si è dimostrata priva di fondamento, avendo la Cooperativa dimostrato come tutti i propri rapporti economici fossero ispirati a trasparenza. Le due pronunce solo un primo importante passo sulla lunga strada che conduce alla affermazione della totale estraneità di Cooperazione Sud per l’Europa ad influenze malavitose, ripristinando così la percezione sociale dell’immagine della stessa, per come è sempre stata, ovvero ispirata a legalità e correttezza”.

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