Covid nel Vibonese, commissario Asp: “Ecco cosa fare se si è positivi” (VIDEO)

Maria Bernardi fa chiarezza tra quarantene, test e non solo. Il tampone rapido è sufficiente per accertare il contagio. La variante Delta la fa da padrone, non Omicron. Il consiglio? “Usate la Ffp2”

Vibo non fa eccezione al resto d’Italia, anche qui c’è stato un aumento esponenziale dei positivi: in alcune giornate anche 700, 600 nuovi contagi. Paradossalmente vi posso dire che da Catanzaro hanno analizzato la situazione ed è ancora la variante Delta a farla da padrone, non l’Omicron“. A parlare di una situazione pandemica molto difficile nel Vibonese è il commissario dell’Asp Maria Bernardi che, ai nostri microfoni, afferma che si stanno facendo anche molte somministrazioni di anticorpi monoclonali per aiutare a far tornare a casa i pazienti ricoverati (10 quelli presenti attualmente all’ospedale “Jazzolino” di Vibo) oltre a essere sempre attive le unità Usca per le quali ci saranno presto altre 12 assunzioni.

Il peggio deve ancora arrivare?

Se però la variante che ha portato all’alto numero di positivi è la Delta allora la domanda sorge spontanea: il peggio deve ancora arrivare, quando si diffonderà Omicron? “Speriamo di no – risponde Bernardi – è così in tutta Italia in realtà, come hanno spiegato anche i virologi”. Il problema resta però quello del tracciamento dei positivi, saltato ormai ovunque. “Stiamo facendo l’impossibile” assicura il commissario, ma “con 700 contagi al giorno, moltiplicati almeno per 4 membri del nucleo familiare, dovremmo fare ‘milioni’ di telefonate”.

La quarantena dei positivi


L’occasione è ottima anche per ricordare cosa deve fare chi risulta positivo: “I positivi sia sintomatici che asintomatici è necessario che stiano a casa, in quarantena, 10 giorni, così come previsto dalla legge. Dopo 10 giorni possono muoversi solo per fare il tampone in farmacia o nei drive (in foto quelli organizzati nel Vibonese, ndr): se il tampone è negativo il soggetto è libero, ma se dovesse essere ancora positivo deve stare altri 11 giorni in quarantena fino a completare il ciclo dei 21 giorni”.

Per la positività basta un tampone rapido

C’è però parecchia confusione anche per l’accertamento del contagio. In molti, infatti, aspettano il tampone molecolare dopo essere risultati positivi al test rapido: “In realtà sono sullo stesso piano, non è più necessario fare un tampone molecolare di controllo dopo che si ha avuto un tampone rapido positivo“. In altre parole, quindi, bisogna considerarsi positivi anche solo dopo un tampone rapido, senza necessità di ulteriori conferme con un molecolare. “Può capitare che ci si ammali, bisogna stare tranquilli e non farsi prendere dal panico perchè non è più un virus violento” spiega Maria Bernardi, ribadendo quei suggerimenti che sanno molto di marzo 2020: “Approfittate di questi 10 giorni per rilassarvi, guardare un bel film o leggere un buon libro in modo tale che l’organismo si riprenda in fretta”.

“Uscite solo se necessario e usate la Ffp2”

Quello che stiamo vivendo è uno dei periodi più duri guardando all’alto numero di contagi, anche se il numero di ricoveri e morti e molto più basso di un anno fa, e per questo il commissario dell’Asp invita alla massima prudenza: “Bisogna cercare di uscire veramente solo quando necessario, evitare gli assembramenti così come le feste, i matrimoni, i 18esimi”. Ma non solo: “Usare la mascherina Ffp2 che ha un filtro maggiore rispetto a quella chirurgica. Non è necessario mettersi tante mascherine addosso, basta la Ffp2 che però ogni giorno va sostituita“. E soprattutto vaccinarsi: “Questo è prioritario. Con due dosi comunque la malattia non è violenta, con tre cicli è addirittura asintomatica, si ha meno di un raffreddore. Quello che consiglio assolutamente è: venite a vaccinarvi”.