Covid Vibo, malata grave vuole vaccinarsi "ma all'hub non ascoltano il parere degli specialisti"
A Vibo non importa cosa dicono diversi specialisti che conoscono la loro paziente, una 57enne gravemente malata, perchè il vaccino anti Covid da ricevere lo decidono solo ed esclusivamente i medici presenti nell'hub vaccinale. In base a quale criterio? "Fare Pfizer è una moda, lei fa Moderna". È quanto si sarebbe sentito rispondere nella giornata di ieri una donna vibonese, recatasi al Palazzetto dello Sport di Vibo in quanto soggetto allergico, nel momento in cui doveva ricevere la vaccinazione. Con un enorme malloppo contenente diversi documenti che attestavano numerose patologie cardiovascolari, neurocardiovascolari e non solo, la donna aveva portato tutto quanto potesse servire per eseguire quanto consigliatole da un neurochirurgo, un cardiologo e un allergologo che la seguono da tempo. Cosa le avevano detto? Di fare, per la terza dose, lo stesso vaccino che aveva ricevuto per le prime due.
"Sfortuna" vuole che nel primo ciclo vaccinale avesse ricevuto Pfizer, e così - senza neanche leggere le carte - il medico di turno ha sentenziato che quello della donna fosse una delle tante richieste "di principio" fatte nell'ultimo periodo, dettate magari dalla disinformazione. Peccato che non fosse così, anzi. Dopo aver ricevuto le prime due dosi nel reparto di terapia intensiva dello "Jazzolino", infatti, la donna aveva avuto una piccola emorragia all’occhio e le si era intorpidito metà del corpo. Per questa ragione, viste le numerose patologie e allergie presenti, trattandosi di sintomi tutto sommato accettabili diversi specialisti le avevano consigliato di non ricevere un vaccino diverso per evitare che ci fossero reazioni peggiori.
"Io ho aderito pienamente alla campagna vaccinale - ha denunciato la donna a Zoom24 - così come tutta la mia famiglia. Non sono uno no vax". Il medico presente all'hub vaccinale "non ha letto le carte che gli ho portato e mi ha detto solo 'mi prendo io la responsabilità', ma non è una questione di responsabilità, è in gioco la mia vita". E così, dopo essere andata per la terza settimana al palazzetto dello Sport per provare a ricevere il vaccino, ha ormai abbandonato le speranze: "Io non sono un pupazzo, non può decidere sulla mia vita un medico che non conosce neanche la grave condizione in cui mi trovo. La gente si inventa di essere allergica per avere Pfizer, io ho solo chiesto di poter seguire quanto consigliato dagli specialisti che mi hanno detto di ricevere lo stesso vaccino delle prime due dosi. Invece tutta la bontà e la prudenza degli altri medici qui non l'ho vista".
"Abbiamo contattato le forze dell'ordine - ci spiega un familiare - ma per il momento abbiamo deciso di non denunciare, anche se la Polizia ci ha detto che ci sono tutti i presupposti". Se nessuno dell'Azienda sanitaria vorrà ascoltarla, dunque, alla donna sarà negato di fatto il diritto a immunizzarsi contro il Covid: "In queste condizioni non posso vaccinarmi - conclude la 57enne - spero di venire contattata dall'Asp per poter risolvere il problema, altrimenti dovrò rinunciare". Qualcuno, dalle stanze dell'Asp di Vibo, prenderà a cuore la questione?
