Il presidente Territoriale della Cna di Vibo Valentia, Antonino Cugliari, chiede urgenti modifiche alla norma approvata il 21 gennaio che a suo avviso "penalizzerebbe le attività che hanno beneficiato del superbonus 110%". La Confederazione nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media impresa giudica in modo negativo "l’ennesimo intervento che modifica criteri e procedure dei bonus edilizi rischiando di bloccare imprese".

Nel decreto Sostegni Ter con l’articolo 26 della bozza del testo del Cdm, pensato per contrastare possibili frodi, "viene bloccata la cessione multipla dei crediti d’imposta prevedendo una sola cessione da parte dell’impresa agli intermediari finanziari". Il superbonus 110% è uno strumento fortemente voluto dalla CNA e "tale nuova norma di fatto svilisce il lavoro di tante imprese che finalmente si stanno risollevando da una terribile crisi".

"Ci siamo tantissimo battuti per snellire quello che è il morbo che attanaglia la nostra nazione, la burocrazia. Siamo partiti con uno strumento che volevamo che mettesse a regime un comparto importante, vitale per tutta l’economia italiana, ma da allora - continua Antonino Cugliari - tante cose sono mutate. La Cna, ascoltando i propri associati, non può accettare tutto questo. Non si può compromettere un’azione economica che finalmente ha fatto risalire la china a tante imprese generando una dinamica e florida economia; il beneficio lo si è avuto anche sotto l’aspetto ambientale ed energetico".

La Cna di Vibo Valentia "amareggiata dal comportamento illegale di alcune imprese che hanno determinato l’adozione di criteri normativi fortemente restrittivi che di fatto colpiscono le imprese tutte, anche quelle sane, oneste che finalmente dopo anni di buio e di crisi economica vedono nello strumento del superbonus 110% occasione di rilancio e sviluppo per tutta la Nazione".

La Cna di Vibo Valentia fa dunque appello "alla nostra deputazione parlamentare vibonese: al sottosegretario Dalila Nesci, al senatore Mangialavori, all’onorevole Viscomi e all'onorevole Tucci e a tutti i parlamentari calabresi perché si impegnino a che tale norma venga rivista prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale".