Vibo città per giovani? L'inchiesta degli studenti del liceo classico della Comunicazione (VIDEO)
Vibo Valentia è al 104esimo posto per la qualità di vita, anche a causa dei pochi fondi destinati a minori, disabili e anziani. La “Capitale del libro 2021” si piazza infatti al 106esimo posto per offerta culturale e per il tasso di disoccupazione giovanile. Nonostante la sua pessima posizione, però, Vibo avrebbe le potenzialità per garantire un benessere in campo economico e sociale anche ai giovani: è infatti seconda in Italia per imprenditorialità giovanile, presenza di aree verdi in proporzione alla popolazione, e ha anche un'ottima posizione per amministratori comunali con meno di 40 anni. Seppur presenti innumerevoli presupposti per i cambiamenti, le situazioni interne alla provincia non lo consentono. Ad esempio primeggia tra le provincie italiane a causa delle minacce, con 286,4 denunce per ogni 100mila abitanti. Le mentalità “radicate” dei giovani portano a scontri e liti nel cuore di Vibo, rendendo meno sicure le strade che vengono controllate da diverse forze dell’ordine. Così come gli avvenimenti che lasciano senza parole i cittadini, come la sparatoria avvenuta di recente e le continue aggressioni e risse soprattutto scaturite da giovani che credono di primeggiare con atteggiamenti “mafiosi”. Tutti elementi che rendono il cambiamento quasi un qualcosa di utopico.
Il sondaggio su oltre 400 giovani
Tramite un sondaggio effettuato su oltre 400 giovani, con una prevalenza di studenti della fascia d'età 15- 25 anni, abbiamo cercato di comprendere il pensiero dei cittadini vibonesi. È emerso che secondo l'86% le attività di svago non sono sufficienti o sono malfunzionanti; nelle risposte è anche forte il disprezzo per la città, ma allo stesso tempo si evince un desiderio di miglioramento. La pulizia della città, la sicurezza, le iniziative culturali, un miglioramento dei trasporti e del sistema stradale, delle are verdi e sportive, portare a termine la costruzione di infrastrutture (come il teatro, la scala mobile, ecc.) sono solo alcune delle proposte ricevute. "'Quando dico che Vibo non sia una città per i giovani - ha risposto un anonimo intervistato - lo dico perché cosa può fare un ragazzino quando esce in centro oltre che assistere ad una rissa?". Qui si fa risonante l'aspetto violento della città: circa il 10% dichiara di aver partecipato attivamente a una rissa e, dato ancora più preoccupante, oltre il 70% ha assistito ad una. Così, in poco tempo, è cresciuto nei ragazzi il timore di uscire, in particolare in zone non frequentate da adulti. L'unica via per affrontare questo problema sembra un maggiore accesso alla cultura: la scuola in questo aiuta, infatti oltre il 47% ha partecipato ad eventi culturali favoriti da essa. La mancata partecipazione non è dovuta solo ad uno scarso interesse da parte dei ragazzi ma, nella maggior parte dei casi, a una scarsa pubblicità dell'evento. Vibo così a più della metà dei giovani non sembra una città adatta a questa categoria, ma con la consapevolezza però che una parte della colpa sia loro. Non stupisce, quindi, che i ragazzi non si immaginino un futuro nella loro città natia.
Il ruolo educativo della scuola vibonese
Uno dei motivi per cui Vibo sembra non essere una città per giovani è la presenza di un grosso problema educativo che viene combattuto in primis dai docenti. A tal proposito, abbiamo intervistato un'insegnante del Liceo Classico Michele Morelli, la professoressa Vania Continanza. Secondo la docente di Lettere "la scuola è il cardine principale su cui si basa l'educazione dei giovani, essa è tra quelle poche opportunità che danno ai giovani la possibilità di avere un'istruzione migliore. Io credo che la scuola svolga un lavoro importante per i giovani, in un territorio non molto ricco di attrattive". Aggiunge inoltre che nelle scuole c'è una forte attenzione verso la prevenzione del bullismo, per questo vi sono molti progetti che il ministero dell'Istruzione mette in atto. In molti istituti, inoltre, ci sono referenti e sportelli che si occupano della difesa da bullismo e cyberbullismo. Abbiamo discusso in aggiunta dell'abbandono scolastico, molto percepito al Sud. "Si cerca di fare quello che è possibile - afferma la professoressa Continanza - ma a causa del Covid ci sono stati molti casi di abbandono scolastico e dispersione. La scuola fa il possibile: cerca di monitorare la classe e gli studenti. Anche in questo caso vi sono numerosi progetti che cercano di inserire i giovani nel mondo del lavoro e del recupero scolastico".
Il Consiglio comunale dei ragazzi
Uno degli aspetti più preoccupanti è anche la mancanza di azione politica per i giovani di Vibo. Alle nostre domande a riguardo ha risposto il consigliere comunale Danilo Tucci. "Sarebbe ipocrita dire che la politica stia facendo il massimo per i ragazzi, si può sempre migliorare - afferma Tucci - tuttavia il problema di fondo è culturale poiché in tutta Italia i giovani faticano a trovare un lavoro e a sistemarsi prima dei 30 anni". Anche qualora siano i giovani stessi a proporsi in Comune, in qualità di associazioni, devono però scontrarsi con una realtà difficile dal punto di vista burocratico ma soprattutto economico. Infatti, sebbene vi siano fondi europei disponibili, non c'è abbastanza personale in Comune per intercettarli. Nel 2019 la proposta del consigliere per un coinvolgimento attivo dei giovani è stata l'istituzione del Consiglio comunale dei ragazzi. Quest'ultima è stata approvata ma non ancora messa in pratica causa Covid. Riguardo dei tempi certi, Tucci prevede un'attuazione entro febbraio, previa consultazione dei dirigenti scolastici delle scuole vibonesi. L'esortazione conclusiva del consigliere è quella di occupare gli spazi liberi a Vibo e impegnare competenze ed energie non solo fuori dalla Calabria ma anche nel territorio vibonese, che ha tanto bisogno di idee innovative.
Non è tutto da condannare: i buoni esempi
Nonostante nel territorio vibonese prevalgano brutalità e violenza, non tutto è da condannare. Per quanto sia un ambiente inospitale per i giovani, alcuni di questi si mettono in gioco per ottenere un miglioramento generale della situazione. Un esempio da considerare è l’Associazione Valentia, che vuole dare ai giovani calabresi le stesse opportunità dei loro coetanei che abitano in posti comunemente visti come più adatti alla vita dei millenials. A questo proposito Valentina Fusca, una delle fondatrici dell’associazione, ci ha raccontato la sua esperienza: come siano riusciti partendo da zero, con solo le loro forze, a creare una realtà sicura, attiva e creativa, in cui si svolgono eventi culturali, sociali e attività solidali. Un problema che è stato denunciato dalla giovane attivista è quello della mancanza di una guida all’inizio del loro percorso, oltre all’assenza di infrastrutture e spazi adeguati per far vivere la città ai giovani, rendendola più adatta alle loro esigenze future. “La città frena i nostri sogni” racconta. Nonostante le varie difficoltà, Valentina dice che “i giovani possono fare tanto, impegnandosi nel riprendere quegli spazi che al momento sono inutilizzati, per riuscire a cambiare le sorti del nostro territorio”. In una città che strappa le ali ai giovani che provano a volare, la collaborazione tra adulti e ragazzi è quindi un elemento essenziale per spiccare il volo nel futuro.
*Ha realizzato l'inchiesta la classe V A indirizzo Comunicazione (a.s. 2021/22) del liceo classico "Michele Morelli" di Vibo Valentia, coordinata dal giornalista Argentino Serraino, formata dagli studenti: Letizia Bellezza, Alice Brindisi, Alessia Bruni, Martina Caretto, Beatrice Dicosta, Gemma Durante, Martino Iannello, Asja Lo bianco, Giulia Malerba, Alessia Marincola, Francesco Leonardo Bruno Martelli, Mariachiara Mazzeo, Martina Riga, Giorgia Ruperti, Salvatore Scarcella, Natalia Sciarrone, Chiara Adele Sorgiovanni.
