Vibo, l'appello al vescovo Nostro: basta Pasqua senza Affruntata (e non solo)
"Se si chiedesse ad ogni vibonese cosa manca più di ogni altra cosa, da quando c'è l'emergenza sanitaria, a larghissima maggioranza, senza ombra di dubbio alcuno, la risposta sarà: i riti della settimana Santa. Questi ultimi anni di covid hanno infatti devastato la nostra società dal punto di vista economico, sociale e, non di meno conto, anche tradizionale". Inizia così l'"appello" di Mimmo Colelli, già priore dell'Arciconfraternita del Santissimo Rosario di Vibo e già responsabile delle confraternite della Diocesi, al vescovo di Mileto Attilio Nostro.
Massimo impegno per rispettare le norme Covid

Con lo stato di emergenza che sembra essere destinato a terminare il 31 marzo, e con una situazione pandemica da tenere sotto controllo ma non preoccupante come gli scorsi anni, la speranza è che "sua eccellenza tenga subito conto della fine dell'emergenza sanitaria e autorizzi l'organizzazione degli eventi". In altre parole: basta Pasqua senza Affruntata, e non solo. "Sono certo che tutte le confraternite della Diocesi, che ho avuto l'onore di rappresentare - continua Mimmo Colelli - saranno pronte ad impegnarsi al massimo per garantire il rispetto delle normative anti Covid. La rinascita di questa diocesi passa anche dalla tutela e salvaguardia del proprio patrimonio".
Riti che uniscono la comunità
La ragione, ricorda Coelli, è che si tratta di riti "espressione di pietà popolare pura, genuina, che a distanza di secoli riesce ad emozionare una intera comunità. Comunità che, ogni anno, nel rivivere quei momenti, si riscopre realmente unità, nell'esaltazione di un credo e di una tradizionalità che sopravvive al tempo, alle mode, alle guerre e, ci auguriamo, anche alle crisi sanitarie. Il dubbio che anche quest'anno accompagna i vibonesi merita di avere una risposta positiva".
La speranza riposta nel vescovo Nostro
L'arrivo di monsignor Nostro, lo scorso ottobre, "ha risvegliato la speranza di chi, come il sottoscritto e molti altri in città e in provincia, si spendono e si battono per tutelare quel patrimonio storico, culturale e popolare che, in questa provincia, trova la sua massima espressione nei riti della settimana santa. Inutile negare l'ostilità di 'una parte di Chiesa' che archivierebbe queste espressioni di fede come 'pacchiane' e decontestualizzate teatralità. Ma questo 'nuovo corso', molto popolare e poco intellettuale - conclude Mimmo Colelli - ci rincuora".
https://www.zoom24.it/2019/04/20/pasqua-2019-laffruntata-di-vibo-e-le-sue-origini-medievali-un-rito-che-si-rinnova/
