Qualche centinaio di persone, molti bambini e tantissimi cartelli per ricordare che "la mafia non è affatto invincibile" e che "si combatte a partire dai banchi di scuola". E poi sindaci, associazioni, sacerdoti, forze dell'ordine, sindacati e familiari di vittime di mafia come Francesco Vinci e Sara Scarpulla (genitori di Matteo Vinci) o Elsa Tavella (madre di Francesco Vangeli). Tutti insieme per la XXVII Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie che, nel Vibonese, quest'anno è stata celebrata a Gerocarne (QUI il video-racconto della giornata).

"Risposta alla faida che insanguina il territorio"



Una scelta che come sempre ha una motivazione precisa: "È stata la nostra risposta a una faida che ormai dura da più di trent'anni - ha spiegato il referente provinciale di Libera Giuseppe Borrello (in foto) - e che insanguina questo territorio. Una faida che ha lasciato a terra una vittima innocente: Filippo Ceravolo". Una decisione apprezzata dal sindaco di Gerocarne, Vitaliano Papillo, che però ha voluto evidenziare che "se Libera scegliendo questa piazza ha dato un contributo, lo stesso dobbiamo fare noi nel nostro quotidiano: dimostriamo di essere propensi alla vita. Bisogna agire ogni giorno, decidendo di assumere ogni istante comportamenti di vita improntati all'onestà e alla giustizia". Annunciando inoltre la volontà di "istituire un Consiglio comunale dei ragazzi".

La mafia "non ha onore"



In rappresentanza dello Stato, tra gli altri, anche il prefetto di Vibo Roberta Lulli che ha invitato tutti a "immedesimarsi nella sofferenza delle vittime di mafia, che sono un numero altissimo e di tutte le categorie sociali, senza distinzione". Ricordando poi che la mafia, al contrario di quanto a volte si vuole far credere, "non ha onore, uccide anche donne e bambini. In questo è molto simile alla guerra". Uno Stato che i familiari delle vittime di mafia iniziano a sentire davvero accanto a loro: "Adesso lo sento vicino - ha detto ai nostri microfoni Sara Scarpulla (in foto) - ma non soltanto io, ma anche i cittadini per bene stanno capendo che lo Stato c'è ed è forte. Bisogna fare queste manifestazioni, essere presenti, e dire quanto vale la gente onesta".

I giovani assenti volontariamente



I ragazzi, più piccoli e più grandi, erano numerosi e hanno dato un contributo concreto colorando la piazza con decine di cartelli contro la mafia. Alcuni di loro però, volontariamente, "forse condizionati dal contesto familiare", hanno deciso di non partecipare. A loro si è rivolto Giuseppe Borrello: "È un nostro impegno riuscire a coinvolgervi la prossima volta. Ma non cadete nell'inganno dei falsi miti e dei cattivi maestri, sono pochissimi quelli che si arricchiscono e lo fanno al prezzo di una vita infernale".

Il "rosario laico" e l'importanza dei bambini



È stato poi snocciolato il "rosario laico" di nomi delle vittime innocenti di mafie, letti tutti a uno a uno da diversi rappresentanti istituzionali e della società civile. "Per ogni nome - ha detto il vescovo Attilio Nostro (in foto) - ci dovrebbe essere una risposta dentro di noi: 'mi prendo un impegno'. E mi rivolgo ai bambini - ha aggiunto - perchè se alla vostra età prendete la decisione e l'impegno di vivere in maniera fraterna e libera, dando a tutti la possibilità di esprimersi, di dire il loro parere, se sarete operatori di pace adesso che siete piccoli, allora quando sarete grandi e prenderete il nostro posto sarete capaci di incarnare questa speranza e farla diventare realtà. Il nostro futuro ragazzi, bambini - ha concluso monsignor Nostro - dipende da voi".

https://zoom24.it/2022/03/21/giornata-in-ricordo-delle-vittime-di-mafia-nel-vibonese-il-video-della-manifestazione/